PRIMA AV kitchen
Binova 2008

Reinterpretare il rapporto
tra spazio operativo
e spazio di relazione

design Paolo Nava + Fabio Casiraghi

PRIMA “avant-garde”, si svela come un nuovo percorso di esplorazione attorno alla relazione tra cucina e living, tra il continuo intrecciarsi di funzioni, riti e bisogni del quotidiano. Il tempo scandisce i momenti del privato e della famiglia o quelli delle relazioni allargate, in un “continuum” di contaminazioni. “Compresenza spaziale” si potrebbe definire lo spirito, ormai finalmente radicato, di una casa aperta che non teme più di offrire prospettive informali, dove il mutare la percezione dello spazio non è più stravaganza da élite. I pensili confermano la propria natura aerea calandosi dal soffitto in modo destrutturato sia che siano ad isola o a parete. Le ante scendendo dall’alto come schermi scorrevoli sospesi appena sopra lo sguardo, oppure più in basso sfiorano i piani di lavoro, disegnando nuovi confini dinamici. L’accessibilità allo spazio pensile diventa democratica aprendosi e chiudendosi sul fronte come sul retro e componendosi talvolta simmetricamente tal altra asimmetricamente. Le basi assecondano questo doppio sguardo come se davanti e dietro avessero il medesimo protagonismo.

Un approccio progettuale ribaltato privilegia le dinamiche definite attorno ad isole e penisole. La cucina staccandosi dalle pareti si offre agli altri ambienti della casa generando nuove gerarchie e nuove relazioni.

Le maniglie “push-up” si fondono con le ante e le ante generano maniglie, cercano rigore formale e integrazione totale a sembrare un tutt’uno con le superfici verticali, senza però mai scomparire del tutto, reagendo poi al contatto offrono un’accessibilità tangibile. Un’altra la proposta per un ambiente senza tempo, elegante e di carattere al contempo, una nuova maniglia in acciaio dal segno grafico netto, quasi un archetipo, dove il dettaglio d’incastro valorizza la materia. Una nuova famiglia di elettrodomestici Scholtès con design esclusivo Binova definiscono in modo coordinato l’area di lavoro e i piani, esplorando diverse funzioni attorno all’acqua, alla preparazione e trasformazione del cibo, alle differenti culture e tecnologie del cuocere, disegnando un nuovo spazio organizzato, mutevole e sempre più personale. Le cappe aspiranti hanno contrapposte personalità, integrate e mimetiche o dichiaratamente protagoniste. Nuove finiture per le superfici orizzontali operative come per quelle verticali delle ante offrono nuove combinazioni estetiche. Singoli elementi trovano unità corale usando finiture “tone sur tone”. L’uso del bianco e del nero guida alla lettura dei contenuti progettuali, ma avvicinandosi l’omogeneità cromatica svela il variare della materia e delle superfici.

Le maniglie “push-up” si fondono con le ante e le ante generano maniglie